teen sexPiccole donne e Piccole donne crescono sono ormai soltanto lontani ricordi, che ancora possiamo vedere sotto forma di film in qualche remoto canale satellitare in ore improbabili dei pomeriggi estivi. Come digisesso ci mostra chiaramente, la realtà attuale delle diciottenni è ben diversa da quella dipinta dai libri di Louisa May Alcott, fatta di cuffiette coi nodi, riccioli e scarpine a punta.

Le nuove tecnologie di comunicazione e di condivisione dei contenuti, una sempre maggiore libertà di costumi, che spesso non è segno di maggiore tolleranza o capacità di metabolizzare le differenze, ma soltanto sintomo di una indifferenza sociale, sono diventate le due principali chiavi di lettura di questo movimento di giovani ragazze sempre più disposte a esperire nuovi modi di essere e innovative pratiche copulatorie.

Il motore di condivisione della disinibizione

Facebook sembra essere la materia legante di questo desiderio di disinibizione delle ragazze diciottenni. Protette da un ideale anonimato o da una distanza virtuale solo apparente, si mostrano sui loro profili senza veli e senza paura di esagerare i propri atteggiamenti provocatori. I loro corpi diventano deliberatamente supporti di sguardi alla perenne ricerca di tracce di sessualità latente, disponibile, di una bisessualità incipiente o di una infeconda attività lesbo esibizionista.

Guardiamo soltanto le militanti Emo, novelle gotic-dark della seconda decade del nuovo millennio, digisesso.com ce ne mostra un infinito campionario, ce le mostra dietro i loro occhi scuri e i capelli rasati sopra le orecchie, le loro gambe bianche, etere, ma allo stesso tempo procaci e corpose, i loro piccoli seni stretti in canotte tatuate sul cotone nero. Diciamo la verità: piace più a noi pensare che loro siano così disinibite e bisessuali? Oppure a loro stesse dichiararsi così disinibite e comportarsi di conseguenza? Forse sono veri entrambi gli enunciati, e alle diciottenni piace essere disinibite senza tanti perché, senza porsi molte domande o darsi risposte inutili. Mostrare il proprio corpo non solo così com’è, ma anche con l’aggiunta dello stesso desiderio di appagamento che traspare dagli occhi.

Farsi cogliere dall’obiettivo dello smartphone con la bocca piena di seme maschile ancora caldo, diventa un vanto di cui andarne fiere, e che bisogna difendere con primati di ingordigia sempre più audaci. E possiamo parlare tranquillamente anche di un’attività sessuale di gruppo, promiscua, oppure esercitata in contesti pubblici e al di fuori di ogni standard nazionale e internazionale, oppure di primati di sopravvivenza alle evenienze sessuali e di resistenza agli assalti copulatori di più membri.

Ecco, questo è la tela che questi anni sembrano dipingere per moltissime delle attuali diciottenni.
Una tela fatta di sospiri e di godimenti che conducono al sonno e all’annullamento negli stessi gesti compiuti. Sono belle, sode, dalle seducenti linee della vita, pronte a accettare un rapporto sessuale senza indugi, senza pensarci due volte, correndo il rischio di trasformare una passione di fine adolescenza in un mito da difendere anche nella età adulta. Correndo il rischio di diventare dipendenti dal sesso sempre alla ricerca di nuove penetrazioni.